Il Gigante e la sua “moglie”


Come forse qualcuno ricorderà, a Bologna il Nettuno è anche popolarmente conosciuto come il “Gigante”.
Il 28 giugno 1896 re Umberto I° e la regina Margherita di Savoia inaugurarono la monumentale e scenografica scalinata di accesso alla Montagnola, ai piedi della quale si trova la splendida fontana della Ninfa, realizzata dallo scultore Diego Sarti.
Principale protagonista del gruppo plastico è appunto una sensuale Ninfa trascinata da un cavallo, che tenta di sottrarsi ad una piovra. Ben presto il popolo accostò la Ninfa ad una sirena e quest’ultima al Nettuno. La consueta sagacia petroniana fece il resto: la sirena si trasformò ben presto nella “moglie del Gigante”.
Il grande poeta Giosuè Carducci scrisse un componimento dedicato a questo strano “matrimonio”. Il sonetto fu pubblicato nel 1898 all’interno della raccolta “Rime e ritmi”. Si tratta di un vero e proprio dialogo tra i due protagonisti.
Nettuno si rivolge con questi versi alla sua amata:
Bella mia, dal fondo algoso
Del mar nostro vieni su!
In te vuole il suo riposo
La mia bronzea gioventú.

Ai quali dopo alcune righe la sirena risponde:

Ahi, mio re! La tua carezza
Chiedo in van, son tratta giù;
E fu in van la mia bellezza
Com’è in van la tua virtù.

Si intuisce dunque che tale unione non riuscì…ma nulla vieta di immaginare ancora oggi un ideale abbraccio tra due simboli che caratterizzano il centro di Bologna.

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